Assicurazione infortuni
Una polizza contro gli infortuni offre una tutela completa
Anche se spesso non ci si pensa, nessuno è immune dagli infortuni che, nei casi più gravi, possono comportare anche l’inabilità al lavoro. Talvolta l’assicurazione obbligatoria non è sufficiente e può essere utile ricorrere a una polizza privata.
L’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni garantisce solo un risarcimento minimo in caso d’infortuni sul lavoro e l’ammontare dipende dal grado delle lesioni, dagli anni di contribuzione e dal reddito del lavoratore. Di regola, a differenza di un’assicurazione privata, l’INAIL paga solo a partire da un’invalidità permanente almeno dell’11%. Se la persona diventa inabile al lavoro, ottiene una pensione d’invalidità spesso modestissima.
Colmare il “gap assistenziale”
L’esistente gap assistenziale dell’assicurazione obbligatoria dovrebbe essere colmato con una polizza privata. Solo questa, infatti, è in grado di garantire un’ampia tutela in caso d’infortuni nella sfera privata, sia durante l’attività sportiva che tra le quattro mura domestiche o per strada. La polizza infortuni interviene, infatti, anche in caso di sinistri automobilistici, indipendentemente dalla colpa e può tutelare adeguatamente una famiglia dal punto di vista finanziario, ad esempio se un membro diventa inabile al lavoro o viene a mancare a seguito di un incidente. L’assicurazione privata copre anche l’inabilità temporanea (importante per gli autonomi), paga diarie giornaliere in caso di ricovero ospedaliero o di gesso, coprendo anche le spese sostenute durante il sinistro. Tutte le prestazioni sono erogate indistintamente se il cliente è assicurato con l’INAIL o meno.
Il premio annuo della polizza varia in base al massimale e alla professione dell’assicurato: ad esempio, un dipendente paga circa 350 euro all’anno per 200mila euro di massimale in caso di morte o per l’invalidità permanente.

