Depositi vincolati: “Una valida alternativa per chi è alla ricerca di sicurezza”

Crisi del debito pubblico, mercati fluttuanti, situazione anomala dei titoli di Stato: i risparmiatori sono disorientati nelle loro scelte d’investimento.

In un’epoca così turbolenta, una valida soluzione è offerta dai depositi vincolati, come ci spiega Hans Schmiedhofer, vicedirettore della Cassa Centrale Raiffeisen.

Sig. Schmiedhofer, cos’è di preciso un deposito vincolato?

Hans Schmiedhofer. Si tratta di un investimento a termine, in cui il risparmiatore mette a disposizione di un istituto di credito un determinato importo per un lasso di tempo predeterminato, che può andare da un minimo di 30 giorni a un massimo di 5 anni, e come contropartita incassa una remunerazione a tasso fisso o variabile. Il funzionamento è semplicissimo ed avviene attraverso il conto corrente, evitando così spese di deposito, imposte di bollo e altre commissioni. La sottoscrizione di un deposito vincolato è legata a oneri minimi: l’unica condizione è la presenza di un conto corrente. L’operazione può essere eseguita anche direttamente dal cliente, in tutta semplicità e comodità da casa propria, attraverso l’applicativo di Raiffeisen Online Banking.

A chi e in quali casi è indicato il deposito vincolato?

Hans Schmiedhofer. È un prodotto adatto soprattutto a chi è alla ricerca di un investimento sicuro e flessibile, ma che punta anche a un rendimento adeguato. Il risparmiatore gode di ampia flessibilità, poiché può tarare la durata dell’investimento esattamente sui suoi obiettivi, da un mese fino a un anno e oltre. Il principale vantaggio è legato alla sicurezza del capitale investito, essendo soggetto alla tutela del Fondo interbancario che protegge i depositi bancari fino a 100.000 euro in caso d’insolvenza della banca.

In che misura può essere considerato un’alternativa alle obbligazioni bancarie o ai titoli di Stato?

Hans Schmiedhofer.  Rispetto alle obbligazioni bancarie e ai titoli di Stato, il deposito vincolato consente di modulare l’investimento con maggiore flessibilità, senza richiedere l’apertura di un deposito titoli. Inoltre, l’imposta sugli interessi è stata ridotta, a decorrere dal 1° gennaio 2011, dal 27 al 20%, mentre quella sui proventi delle obbligazioni è stata innalzata dal 12,50 al 20%.

E in quanto a remunerazione?

Hans Schmiedhofer. Come detto, le caratteristiche principali di un deposito vincolato sono la sua sicurezza e la flessibilità per il risparmiatore. La remunerazione è interessante rispetto alla durata e alla garanzia del capitale, ma dipende dal livello contingente dei tassi. Normalmente, gli interessi pagati su un deposito vincolato sono maggiori rispetto a quelli di un conto corrente, poiché quest’ultimo consente la disponibilità immediata del capitale versato, mentre il primo è, appunto, “vincolato” per un certo lasso di tempo.
 Il denaro raccolto con i depositi vincolati viene reimmesso nel ciclo economico attraverso la concessione di crediti?  Hans Schmiedhofer. Certamente!  Com’è noto, Raiffeisen è radicata sul territorio e ridistribuisce il capitale raccolto alle imprese altoatesine: ciò significa stimolare i cicli economici, raccogliendo depositi tra i risparmiatori e reinvestendoli nell’economia dell’Alto Adige.