Ritenuta alla fonte sui bonifici per ristrutturazioni
A partire dal 1° luglio, istituti di credito e uffici postali sono obbligati a effettuare una ritenuta d’acconto del 10% sui bonifici riguardanti le spese per lavori di recupero e interventi di risparmio energetico.
Il decreto legge n. 78/2010 in materia di risparmio, approvato a maggio, contiene una serie di misure per la lotta all’evasione fiscale. Tra queste figura l’obbligo, in capo a banche e uffici postali, di effettuare una ritenuta fiscale del 10% a titolo d’acconto, a carico dei beneficiari (imprese o liberi professionisti) di bonifici per lavori di recupero e interventi di risparmio energetico, per cui è richiesta la detrazione fiscale del 36% ai sensi della legge n. 449/97 o del 55% ai sensi della legge n. 296/06. Tale ritenuta può essere fatta valere, in sede di dichiarazione dei redditi, quale acconto per l’imposta sui redditi.
Meno liquidità per le imprese
Questo nuovo adempimento è stato reso operativo con apposito decreto del 30 giugno 2010, con effetto dal 1° luglio scorso, senza dare alle banche il tempo necessario per adeguarsi dal punto di vista tecnico-organizzativo. Così, solo a partire dalla fine di luglio, è stato introdotto nel sistema bancario un apposito codice identificativo, affinché l’istituto di credito destinatario riconosca i bonifici interessati dalla nuova ritenuta. Poiché tale istituto, può visualizzare solo l’ammontare complessivo del bonifico, inizialmente si riteneva che la ritenuta avrebbe dovuto essere effettuata su tale importo, pur essendo comprensivo di IVA. A fine luglio, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che gli importi accreditati devono essere sempre depurati dell’IVA nella misura del 20%, indipendentemente se è stata effettivamente applicata tale aliquota o quella del 10%.
Dal punto di vista dell’imprenditore, questa novità costituisce una riduzione delle risorse liquide a sua disposizione, poiché la ritenuta fiscale del 10%, operata dalla banca, dev’essere versata al Fisco e non rimane tra le disponibilità del beneficiario.
Oneri incomprensibili
Per gli esperti, i nuovi oneri burocratici per l’arginamento dell’evasione fiscale risultano incomprensibili, tanto più che, dall’introduzione delle agevolazioni fiscali del 36% e 55%, le banche che accolgono i bonifici ai sensi di tale normativa, due volte all’anno devono effettuare una segnalazione telematica all’Agenzia dell’Entrate di tutti gli ordinanti e i beneficiari. Questi strumenti sono già disponibili ora, tuttavia mancano ancora i controlli mirati per contrastare l’evasione in tale ambito.

